Cosa bere a Capodanno, spumante o prosecco?

Brindici capodanno

Il momento del brindisi di Capodanno si avvicina inesorabilmente: avete già deciso se bere un prosecco o uno spumante?

Se dovete scegliere, ma non conoscete le differenze tra i due vini possiamo imparare a distinguerne le diverse caratteristiche, a meno che non apparteniate alla categoria di quelli che non vogliono farsi mancare niente, e siate quindi propensi a rifornirvi dell’uno e dell’altro…

Spumante e prosecco: le differenze

In molti, soprattutto i meno esperti, tendono ad assimilare Spumante e Prosecco. I due vini, come scritto sul sito wineowine.it, si somigliano molto ma non sono proprio uguali.

In entrambi i casi infatti si tratta di prodotti spumanti, ossia arricchiti di anidride carbonica e come tali capaci di frizzare e produrre una caratteristica schiumetta evanescente. Ma se lo spumante è un vino che il degustatore può trovare a qualsiasi latitudine del globo, il Prosecco è invece un alcolico di origine controllata e garantita e le uve dalle quali si origina nascono soltanto nei vitigni veneti e friulani.

Lo spumante, e qui ci rivolgiamo già ai più addentrati nel settore, viene lavorato sfruttando il metodo Charmat-Martinotti, il Prosecco invece si avvale soltanto del metodo Charmat. Entrambi poi possono avere delle sfumature di gusto ed essere più o meno delicati (si distinguono infatti le varianti dry, extra dry oppure demi-sec o ancora brut ed extre brut) in relazione al quantitativo di zucchero utilizzato in fase di lavorazione.

Piccole note aggiuntive: per quanto i cugini d’oltralpe continuino a sostenere la superiorità dello Champagne rispetto ai nostri Spumanti (categoria di cui tra l’altro il noto vino francese fa parte a pieno titolo), il Prosecco resta l’alcolico italiano più conosciuto al mondo e, nell’ormai lontano 2014, ha registrato vendite per quantitativi notevolmente superiori rispetto al più blasonato Champagne; parbleu!

Dolce o secco?

Come si accennava in precedenza, sia lo Spumante che il Prosecco possono avere un gusto più o meno dolce. I più delicati, quelli che per intendersi contengono un residuo in zuccheri pari a circa 33/50 grammi al litro, sono i demi-sec, vini non a caso scelti per brindare o comunque per accompagnare i dolci.

Più discreti, ma comunque ancora molto morbidi sono i dry e gli extra dry che, rispettivamente, con 12/17 o 17/32 grammi di zucchero per litro si prestano ad accompagnare più che altro la frutta.

Il brut e le sue sottocategorie sono via via meno dolci e sono quindi indicate per essere consumati durante i pasti salati.

Tutto sul prosecco

Abbiamo detto che il Prosecco è in linea di massima paragonabile allo Spumante, ma di certo non può definirsi uguale a questo vino. Esso infatti ha anche delle varietà rosse e rosate e può appartenere alla categoria degli spumanti frizzanti o degli spumanti fermi (vale a dire privi di bollicine).

L’una o l’altra caratteristica dipendono dall’adozione di particolari tecniche di fermentazione e rifermentazione, nonché dall’aggiunta di lieviti e dolcificanti durante le varie fasi della maturazione.

Adesso che conoscete tutti i segreti degli intenditori avete deciso come brindare?